Mi presento


Mi chiamo Michela e amo scrivere.
Sono una persona curiosa, estroversa (quasi fastidiosa), appassionata d'arte e di qualsiasi forma di comunicazione. Leggo tanto, di tutto, ascolto musica di ogni età e genere, cercando di assorbire quello che posso, di tirar fuori cose da studiare, metterle a frutto e condividerle.
Vivo con chi mi impone punti fermi necessari, che da sola perderei, e sono felice di essere una rivoluzionaria di me stessa.
Credo nel potenziale di tutti gli individui, anche se spesso tendo a vedere il mio leggermente offuscato.
Ho la fortuna di essere circondata da persone che amo, che mi ascoltano e mi bacchettano, a seconda dei casi.
Mi piace confrontarmi, con chi è simile o diverso da me, c'è sempre da imparare.
E, per ultimo, non mi piace tirare per le lunghe le cose quando non ho più nulla da dire.

Grazie per aver letto.
Grazie per quello che leggerete.

Michela Monti



Cosa dicono di me?


Da dove iniziare quando le cose da dire su una persona che ti sta a cuore, sono così tante da non riuscire a ordinarle, un minimo, per renderle colorate come le percepiamo in prima persona?
Parto dal suo nome.
Michela.
Un arcobaleno di sfumature decise, tenui e ben accostate.
Sicuramente spiazzante.
Con lei ho riso, tanto, ci sono stati momenti di serietà e di totale sincerità.
Sono rare le persone che riescono a voler bene e a farsi amare, nonostante le diversità caratteriali o di opinioni.
Da Michela ho imparato tante cose, purtroppo la ricetta su come riuscire a essere sempre in armonia con chi ti sta vicino, ancora mi è sconosciuta.
Forse la risposta sta nel non essere Michela.
Con lei abbiamo giocato a scrivere pensieri e brevi storie buttate di getto.
Si giocava, vero.
Ma le sue parole hanno sempre avuto un profumo diverso.
Quando il gioco si è trasformato in qualcosa di costruttivo, che la sua tenacia unita all'estro particolarmente originale, ha portato a tutto questo, ho capito e sono riuscita a dare un nome al risultato.
Generosità.
Penso che uno scrittore, prima di ogni altra cosa, debba essere generoso. Non è facile lasciar andare le proprie creature e se si sceglie di donarle al lettore, si dimostra di essere davvero generosi.
Per questo ringrazio Michela Monti.
Grazie per questo grande dono.
Parole accompagnate dal canto di una voce narrante, delicata come il tocco di un colore pastello.

Silvana Fiordalisio


Spesso ho sentito la frase: "A volte nella vita succedono cose inaspettate"... bè conoscere Michela, per me, ha dato piena conferma a quella frase.
E' impossibile usare una parola per far capire chi è a chi ancora non la conosce (purtroppo per loro), ma se ne dovessi usare una... allora direi a gran voce CUORE;
sì, perchè Michela ti dà il cuore e in tutto ciò che fa ci mette il cuore e tu non puoi far altro che accogliere tanta emozione ed essere profondamente grata per aver avuto la possibilità di incontrarla sul tuo cammino... mi fermo qui, il resto egoisticamente lo serbo in me.

Stamatia Toula Anifantis


E’ sempre difficile raccontare ad altre persone che cosa una persona vicina sia e rappresenti, a volte anche perchè ci sono sentimenti, sensazioni, situazioni, che le parole difficilmente descrivono.

Così ci si guarda un po’ nel cuore, e si trovano tante immagini, come dei flash, che messe tutte insieme compongono un puzzle: una persona, il rapporto che si è creato, l’aura e i sentimenti che girano attorno ad essi. Allora per me è più facile raccontare delle immagini, le mie immagini. Seguite le bricioline, Pollicini.

Un giorno una Mela rubò le mie parole ed io rubai le sue: sfuggì un sorriso, poi una risata… “ti quoto”, venne tradotto in parole. Ma la scatola in cui eravamo in poco tempo si riempì di sorrisi, non c’era più spazio! Così venne una sera, un San Valentino, in cui facemmo un salto, dentro una scatola più grande, molto più grande! E i sorrisi divennero più ampi, addirittura fino ad avere una voce, fino ad avere le gambe, fino ad arrivare ad una stazione ferroviaria. Per poi diventare un abbraccio, nuovo ma già conosciuto; una presenza, lontana ma molto vicina al cuore. E questa Mela (per me una bella Pink Lady!) aveva una pantera nera in miniatura, che ha passato una notte tutta preoccupata per me, che fossi sempre lì, con la testa sul cuscino… meglio assicurarsene spesso! Da qui in poi, le immagini sono tante, a volte si sovrappongono, e sono davvero tante. Raccontano di momenti brutti, difficili, di sofferenza; di rinascita e di felicità; di rivincita e di riappropriarsi della vita.

Sono immagini tutte in fila, che raccontano di una persona che ha sempre “Saputo”. Saputo cosa? Amare, ascoltare, stare vicino. Saputo chi ero io, anche quando ci siamo rubate le parole la prima volta. Il resto è mio, Pollicini!

Viviana Cavagna


La prima volta che mi sono imbattuta in un suo scritto, ho capito subito che era ben altro livello rispetto al pur emozionante imbrattacarte medio. La facilità con la quale gioca con le parole, l'uso sbarazzino ma estremamente appropriato della punteggiatura, la capacità di evocare atmosfere e di rivoltare personaggi di carta fino a renderli pulsanti di vita costituiscono, a mio parere, l'impronta stilistica della scrittrice.
Ma veniamo alla persona.
Credo che abbia iniziato per gioco, come tutte noi. Ma, a mano a mano che i mesi passavano, la cosa si è fatta maledettamente seria e mela (con la emme minuscola) ha preso il volo. Mela, è così che l'ho conosciuta ed è con questo nome che continuerò a pensare a lei. Anche quando raccoglierà il meritato successo. Meritato perchè conquistato con fatica, coraggio e caparbia ostinazione ma anche con la precisa consapevolezza del valore del proprio sogno.

Sandra Buttafava