White Flower - Capitolo 33 - Ruscello

Categoria White Flower - FanFic • Pubblicato Sabato 24 Novembre 2012 alle ore 17:31


Arrivai fuori con Emily che mi trascinava per la mano, mentre Jared trottava irrequieto sul posto.

Ci trovammo di fronte senza scampo.

Imbronciata io, smarrito lui.

Si rendeva conto di quanto mi potessi vergognare in quel preciso istante?

Penso di no.

Penso proprio di no.

“Andiamo ragazzi. Tutti alla spiaggia!” disse lei con voce un po’ troppo alta.

“Ti manca solo la bandierina sollevata e il cappellino bianco, piccola guida Quileute.”

Era stato Sam a parlare.

E per la prima volta lo vidi lasciarsi andare in un gesto più intimo con Emily.

Le circondò la vita e la baciò sulla fronte.

Lei mi lasciò e si appoggiò morbida al suo petto.

In quel gesto tutto l’amore e tutta la tenerezza di questo mondo.

Guardai Jared istintivamente.

E lui guardò me, con un’aria tanto contrita da far sentire innocente un boia.

Maledetti meravigliosi occhi.

“Abbiamo intenzione di vedere l’oceano entro oggi?”

Polemico come sempre, stavolta il sarcasmo di Paul mi serviva come l’aria.

Sentivo la tensione tra me e Jared intrecciarsi alle dita.

Leah voltò le spalle a tutti sbuffando. Si incamminò, sgarbata ed elegante allo stesso tempo.

“Ecco, me la fate arrabbiare.

Poi diventa acida e fastidiosa, quando di solito è tanto dolce.”

Paul girò di sbieco la testa verso di noi, spettatori improvvisati, aspettando le reazioni alla sua performance.

Scoppiarono risate divertite, Jad accennò un sorriso amaro e lo sguardo cereo di Sam ed Emy mi colpì lo stomaco.

Lentamente tutti ci avviammo sul sentiero che conduceva alla spiaggia.

Io per ultima.

Con me solo Seth.

Mi passeggiava accanto in silenzio, con l’espressione tranquilla, adulta.

Aveva il viso di chi non si aspetta un dialogo, ma semplicemente accompagna gentile il tuo silenzio.

Jake parlava sommessamente, coglievo solo qualche sillaba del suo confabulare con Jared.

Lui a tratti cercava i miei occhi dietro di se.

Io mi concedevo solo un secondo per smarrirmi nel suo guardo, poi abbassavo le ciglia.

Quei due laghi scuri mi avrebbero trascinato a fondo se gli avessi dato il tempo.

Cosa cavolo stavano dicendo…

“Kim, ti ama sai?”

Oh, piccolo…

“Ormai siamo tutti innamorati di te a forza di sentire quello che pensa!”

Seth rise tanto spontaneamente da strapparmi un mezzo cenno di ilarità

Grazie cucciolo fiero.

Paul e Leah poco lontani discutevano furiosamente.

“Ragazzi per favore!”

Emily, evidentemente esasperata, corse in avanti verso i due.

Sam la seguì calmo, mentre scuoteva la testa.

“Sono sempre i soliti.” sussurrò divertito.

“Scusami, quei due fanno così da una vita.” disse.

E con lo sguardo amabile anche Seth andò da sua sorella.

Jacob mi squadrò, addolcendo un po’ l’atteggiamento del viso.

“Almeno tu sai che ti ama.” disse.

Poi diede un pugno sulla spalla a Jad e scattò per seguire gli altri.

Eravamo rimasti soli.

Il mio cuore iniziava già a scarabattolare scomposto.

Lo abbraccio o lo schiaffeggio?

Per sicurezza tenni le mani sui gomiti.

Lui smise di camminare senza voltarsi, aspettando che lo raggiungessi.

Peccato non avessi nessuna intenzione di restargli accanto… beh… volevo trattenermi dal farlo.

Testa china e mani in tasca, l’istinto mi diceva di alzarmi sulle punte e baciargli la nuca, ma no…

Nel tempo di quattro passi gli ero a fianco, e non mi fermai.

“Kim, così no dai…”

I miei piedi obbedirono alla richiesta, incollandosi a terra.

Aveva ragione.

Così no.

“Piccola, tregua? Come la vedi se tentiamo di capirci?”

Lo sentivo avvicinarsi.

“Posso spiegarti come sono stato e cos’ho pensato amore, ma prima devi almeno dirmi cosa ti frulla in testa.”

Ah.

Proprio facile.

“Perché fai marcia indietro? E’ colpa mia?

Se ti ho fatto qualcosa di sbagliato voglio saperlo.”

Tacqui.

 “Piccola è per me?”

“Si.”

Emisi appena un soffio.

E lui divenne una statua di sale.

“Ma per me.”

Cercai di spiegarmi, e la sua espressione si fece confusa.

Come le mie parole.

Eh insomma…mica facile.

“Amore?”

“Non dovevo…”

La chiave generale del discorso era quella.

“Non dovevi?

E dove sta scritto?

Ti è sembrata una cosa tanto brutta?” pausa “A me no.”

Si, però…

“E’ così…mi sento…”

Cercai la risposta nei miei palmi aperti

“Dimmelo.”

Si avvicinò stringendomi il viso nella sua morsa calda.

“Kim dimmelo.”

Magnetico, magico.

“…come, oh che cavolo!” cercai di guardare altrove “…come sporca.”

Ecco.

Lo avevo sputato.

“Sporca?”

Mi guardò addosso e sul volto.

Ovviamente non aveva chiaro il senso.

“Si, sporca…colpevole…”

Si lasciò sfuggire un mezzo sorriso.

“Sei di una tenerezza assurda, vieni qui, piccola stupida.”

Mi abbracciò dolcemente, dondolando per rilassarmi.

“Nessuno deve farti sentire colpevole.

Tu lo volevi?”

Arrossii spaventosamente, nascosta sul suo petto.

“Gattina lo volevi?

Sapevi cosa sarebbe successo, e non mi hai fermato.

Ti ricordi? Ora o mai più?”

Si, mi ricordavo.

E avevo scelto mai più.

Non lo avrei fermato mai più.

“Te lo chiederò finchè non rispondi Kim Nahli, ho tempo da vendere e non ho intenzione di lasciartela passare liscia su una cosa del genere.”

Come non lo sapessi.

Presi fiato, come se avessi dovuto gridare al mondo, per poi emettere un solo efebico “Si.”

Mi strinse più forte.

“Si cosa?”

Bellissimo scaltro sadico.

Sussurrai appena.

“…lo volevo…” porca miseria.

Slacciò la presa e si buttò sulle mie labbra, per darmi un bacio tanto profondo da cavarmi l’aria.

Un secondo, poco di più, ma avevo già chiuso i pugni sulla maglietta kaki.

Scostò la bocca dalla mia restando a pochi millimetri.

Così poteva parlarmi e puntare gli occhi nei miei.

“Ti garantisco che è davvero bello sentirsi desiderato dalla persona che ami.” e si illuminò sorridendo.

Santa miseria.

“Prima quando stavo con una ragazza ero proprio stronzo,” ridemmo entrambi “lo capisco adesso!

Con te è tutto diverso. Preferirei farmi strappare la carne più che vederti piangere.”

Sentivo le guance bollenti e il cuore sfarfallare.

“La prima volta non ero preso un decimo di quanto lo sono adesso.”

Smisi di respirare, e anche lui.

Cos’aveva detto?

…incredibile…

Lo spinsi via infuriata, ferita.

Il mio viso era già bagnato dalle lacrime.

“La…la…” non riuscivo neanche a parlare “La prima volta? LA PRIMA VOLTA?”

“Scusa amore, scusa, ho fatto una cazzata, scusa, non dovevo dirtelo, scusa.”

Si scavava la fossa da solo, bella profonda.

“NON DOVEVI DIRMELO? JARED!”

Si battè una mano sulla fronte e spinse il palmo in alto.

“Un imbecille” sentenziò “sono un imbecille.”

“SI!”

E piangendo corsi via.

A pensarci era ovvio.

Così disinvolto e sicuro, tanto da stordirmi, da rendermi cieca.

Volevo vedere solo il mio sogno, e mi era sfuggita la realtà.

Rallentai fino quasi a fermarmi.

I singhiozzi mi facevano contrarre tutto il corpo, teso per la rabbia.

Gli dovevo essere sembrata ancora più stupida di quanto pensavo.

Cercai di spazzarmi le guance con le maniche.

“Non ci riesci proprio a goderti il ragazzo che ti ama eh?”

Alzai gli occhi di scatto.

Leah.

I lunghi capelli neri erano lo sfogo delle sue dita arrabbiate.

Stava seduta per terra con le gambe incrociate, gomiti puntati sulle ginocchia, e mi fissava con uno sguardo truce.

Bella e tagliente.

Tirai su col naso e schiarii la voce.

“Io…”

“Taci per favore. Hai una fortuna immensa e neanche la vedi, datti una regolata.

Sei fastidiosa.”

Acida come un limone spremuto nel caffè freddo.

Mi faceva stridere i denti.

Era molto peggio di Paul.

“Pensavi davvero che uno come Jared fosse ancora un verginello immacolato?

Ci credevi sul serio?

Povera piccola illusa.

Un bel ragazzo, tranquillo e simpatico come lui, poteva stare con chi gli pareva, ma ha avuto l’imprinting con te.

Proprio con un’ ingenuotta qualunque.

Lo sai che vedendo voi due ci sarà chi sta di merda, si? Lo sai?

E tu ti incazzi perché scopri che ha già fatto sesso?

Ma cresci.

Non ti abbandonerà mai, anche se lo farai soffrire come un cane, anche se dovrà rinunciare a tutto, per te lo farà, quindi vedi di non stare addosso alla gente perché dai abbastanza sui nervi!”

Mi vomitò addosso tutto l’odio possibile.

Ero davvero impreparata a una violenza del genere.

Non piangevo.

Non parlavo.

Non respiravo.

Leah aveva abbassato di nuovo gli occhi, e mi ignorava come se non avesse detto nulla.

Sembrava che ogni parte del mio corpo si fosse cristallizzata sotto la pioggia ghiacciata delle sue parole.

Faticavo a connettere.

Dovevo isolarmi dal mondo per poter pensare di nuovo.

Chiusi gli occhi e mi ascoltai.

Percepivo i globuli rossi sbatacchiarmi nelle vene.

“Facile non rispondere, poverina.”

Sono il ruscello che scivola giù dalla montagna, sono la corrente che lo trascina verso il mare.

Sono neve silenziosa, sono ghiaccio inerte.

“Stai facendo la stronza Clearwater.”

Sono salva.

“Embry piantala, niente prediche.”

“Col cavolo.”

Mi guardai attorno per cercarlo.

Era tra noi due, con le spalle rivolte a Leah.

Arrabbiato davvero.

“Sei un cretino.

Questa cosa non cambierà nulla tra voi due, lei ama Jared, e lui vive respirando la sua felicità, quindi sei solamente una briciola sulla tovaglia di lino pulita.”

L’astio di questa ragazza sfiorava i livelli massimi, se la giocava con mia madre.

“Sei brava a far male.”

“Si impara.” sospirò

“Si, ma si dovrebbe imparare anche a rispettare il dolore degli altri, quando se ne prova tanto.”

“’fanculo Em.” e scattò da terra, correndo velocissima verso il fitto degli alberi.

Embry mi guardò dolcemente, tendendo appena le labbra.

“Kim vai da lui.

Perdonalo, in fondo non è così importante chi c’è stata prima.

Tu ci sei adesso, e ci sarai sempre.”

“Ma…”

“Sei troppo rigida Kim.”

Predica anche per me. “Vedi regole e manuali da seguire ovunque.

Sarebbe tutto più inquadrato, semplice, ma non è così.”

Incrociai le braccia e abbassai gli occhi a terra.

Era vero.

“Lo so che ci sei cresciuta, ma la vita ti sta dando ogni occasione concepibile per cambiare!”

Aveva ragione.

Ovvio.

“E per la cronaca,” disse, imbarazzato e dolce “prima che tu iniziassi a urlare come una pazza, nessuno sapeva per certo cos’era successo ieri notte.”

E buongiorno…


Segue Capitolo 34